La leggenda delle Ondine del Conero di Daniele Zaccone - Recensioni


Daniele Zaccone-La leggenda delle Ondine del Conero

Scheda del libro

Titolo/Autore: La leggenda delle Ondine del Conero di Daniele Zaccone
Casa editrice: Delos Digital
Genere: Horror
Data di pubblicazione: 17 febbraio 2026
Serie: Folclore oscuro Vol. 6
Pagine: 129

Formato kindle: 3,99 €
Copertina flessibile: 13,30 €

Disponibile su: Amazon

La leggenda delle Ondine del Conero di Daniele Zaccone - Un Cuore Tra i Libri

Trama

Il mare non dimentica.

E quando la terra trema, i suoi segreti tornano a galla.

Dopo un violento terremoto al largo del Monte Conero, anomalie inspiegabili iniziano a emergere dalle profondità: segnali acustici mai registrati, ombre sotto la superficie, imbarcazioni ritrovate senza equipaggio.

Viola Santarelli, biologa marina segnata da una perdita che il mare non le ha mai restituito, viene coinvolta in un’indagine che la costringerà a tornare proprio là dove tutto ha avuto origine.

Le grotte sommerse del Conero, credute inaccessibili, sembrano nascondere qualcosa di antico e predatorio. Qualcosa che canta.

E chi ascolta, scompare.

Tra scienza e leggenda, razionalità e folklore, La leggenda delle Ondine del Conero rilegge i miti adriatici in chiave oscura e contemporanea, trasformando le Ondine da figure eteree a presenze disturbanti, fisiche, terribilmente reali.

Un racconto teso e atmosferico, dove il mare non è solo scenario, ma entità viva, e dove il confine tra ciò che è creduto e ciò che è reale si dissolve come schiuma sulla scogliera.

Perché alcune storie non dovrebbero mai essere risvegliate.

E alcune voci non andrebbero mai ascoltate.

Daniele Zaccone classe 1980, è uno scrittore italiano attivo nel noir, nel thriller e nell’horror. La sua scrittura esplora il trauma, la perdita e la memoria, muovendosi sul confine tra realismo e fantastico con un approccio immersivo e sensoriale. Accanto all’attività narrativa è editor, formatore e divulgatore. È fondatore del progetto culturale Navigando parole e autore del Manuale eroico della scrittura creativa immersiva, dedicato a una narrazione che mette il lettore al centro dell’esperienza.

Recensione

Care amiche lettrici,

oggi vi porto in un posto che, ve lo dico subito, non guarderete più con gli stessi occhi: il mare. Quello bello, quello che profuma d’estate, ma anche quello profondo, scuro, che nasconde più di quanto vogliamo ammettere.

E’ una di quelle letture che non si limitano a raccontarti una storia: ti ci buttano dentro letteralmente senza salvagente.

Si parte da un evento reale: un terremoto nelle profondità del mare. E’ come se qualcosa si fosse spezzato, come se quel movimento avesse aperto una crepa e da quella crepa fosse iniziato a filtrare altro. Suoni inspiegabili, barche vuote e presenze che non dovrebbero esistere.

E poi c’è Viola: è una donna ferita, che con il mare ha già perso troppo e proprio per questo il suo ritorno lì, tra quelle acque, ha un peso emotivo fortissimo. E’ una discesa personale, quasi dolorosa, dentro qualcosa che non ha mai davvero superato.

Ho amato tantissimo questo aspetto. La sua razionalità che cerca di aggrapparsi ai dati, alla scienza, alle spiegazioni, mentre tutto intorno a lei sembra sgretolare ogni certezza, perché più si va avanti, più diventa chiaro che non tutto può essere spiegato. E qui arriva la parte che mi ha davvero catturata: l’atmosfera.

Durante la lettura si riesce a percepire il freddo dell’acqua, il buio delle grotte, il suono ovattato che si propaga sotto la superficie è tutto così vivido che a un certo punto ti sembra di trattenere il respiro insieme ai personaggi. C’è una tensione costante, sottile, che non esplode subito ma cresce piano, si insinua e ti accompagna.

E le Ondine. Dimenticate tutto quello che pensate di sapere, qui non c’è niente di fiabesco o rassicurante. Sono presenze disturbanti, quasi predatorie e la cosa più inquietante è proprio questa che sembrano reali, troppo reali.

Mi ha colpito tantissimo anche il modo in cui la storia mescola elementi scientifici e folklore. Non c’è mai uno stacco netto tra “realtà” e “leggenda” e tu, come lettrice, resti lì in mezzo a chiederti dove finisca una e inizi l’altra.

Il ritmo è serrato al punto giusto: non corre, ma non ti lascia mai respirare davvero. E’ come essere sott’acqua. Ogni tanto riemergi, ma subito dopo vieni trascinata di nuovo giù e quando arrivi alla fine ti resta addosso quella sensazione strana come un misto di seduzione e inquietudine.

Se amate le storie che sanno essere immersive, un po’ oscure, che giocano con le paure più profonde e con ciò che non possiamo controllare questo libro è un viaggio che vale la pena fare, ma vi avviso dopo, quando guarderete il mare lo farete con occhi nuovi.

Federica


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