Lea Ross - Un pessimo fine settimana

Scheda del libro

Titolo: Un pessimo fine settimana
Autrice: Lea Ross
Data di pubblicazione: 16 dicembre 2020
Genere: Chick-lit, narrativa femminile
Formato: Kindle
Pagine: 126
SerieIl romanzo è il primo di una trilogia.

Disponibile su: Amazon

Trama

Ludovica ha quasi trent’anni, abita a Roma e redige necrologi per un giornale. È paranoica, pasticciona e trascorre la giornata fantasticando sui morti su cui deve scrivere e borbottando per un lavoro che non le piace. 

Ha una mamma impicciona, un’amica del cuore e una collega fidata. 
Pensa che la sua vita sia una serie infinita di sfortune ma poi, un sabato mattina, rimane bloccata nell’ascensore aziendale con il suo nuovo capo.

Recensione

 Oggi vorrei presentarvi un romanzo breve frizzante, divertente e con un finale romantico che ci lascia lo spazio aperto per il prossimo romanzo di Lea Ross. 

Cosa succederebbe a voi se foste nei panni di Ludovica? 

Ludovica è una ragazza un po’ imbranata timida è insicura lavora presso un giornale dove scrive necrologi, ama fantasticare sognare, insomma è una ragazza normale nella quale possiamo tranquillamente immedesimarci.  

E se tutto iniziasse ad andare storto proprio il giorno di San Valentino? 

“Oggi probabilmente è una delle giornate più orribili dell’anno. 

 Non sto parlando del fatto che è S. Valentino e che l’unico cioccolato che ho ricevuto è stata una barretta ammuffita. E non è neanche il fatto che non abbia un fidanzato o un amico con cui uscire o fingere di uscire. Manco posso permettermelo un fidanzato, figurarsi. Quello che davvero non sopporto sono le facce a cuoricino delle mie colleghe, i loro discorsetti zuccherosi in ogni angolo della redazione e le loro stupidissime domande sui progetti per questa sera.” 

Cosa succederebbe se all’improvviso vi trovaste chiuse nell’ascensore con un affascinante uomo che non è nient’altro che il vostro capo? 

“Occhiali da sole sugli occhi e valigetta in mano pronti a correre di qua e di là. Che diamine ci fa qui di sabato con un borsone sportivo e un banalissimo paio di jeans? 

 «Posso?» mi chiede con voce pacata e annuisco silenziosamente, cercando di spostare me e le mie buste dal centro dell’ascensore. 

Perché dovevo incontrare proprio lui? Non potevo incontrare un altro dirigente? Un tizio che non avevo mai visto e non mi aveva mai vista? 

 Lo guardo con la coda dell’occhio mentre entra nell’ascensore e si sistema il borsone su una spalla, rimane tranquillo per qualche istante e poi guarda il quadro dei piani. 

 «Scende?» sussurra poi e io annuisco inebetita, rimanendo a fissare le ante metalliche dell’ascensore che si chiudono davanti a noi.” 

“Sono rimasta bloccata con il mio capo.” 

Vi ho già raccontato troppo, ora lascio a voi scoprire come va a finire…buona lettura.

Federica Rivaira

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