Michele Caiati - Acheni al vento

Scheda del libro

Titolo: Acheni al vento
Autore: Michele Caiati
Genere: Narrativa
Editore : PlaceBook Publishing
Data di pubblicazione: 1 edizione – 23 giugno 2020
Pagine: 314

Disponibile su: Amazon

Trama

“…e tra milioni di cose ormai svanite sono rimasti cinquecentocinquantamila pugni presi in faccia che hanno lasciato il segno in un cuore che batte il palpito della speranza, che sembra quasi una sfida alla sventura.” È la storia di Ninì, “nato il terzo giorno di un maggio di neve, e si dice che maggio sia il mese delle rose”. 

La vita gli si presenta subito pungente e acre come la sua terra. Il giovane Ninì cresce e si forma tra la solitudine, l’abbandono e la meschinità sociale e da voce a un accorato appello all’indignazione. Il pensiero del protagonista, ironico e autentico, accompagnerà il lettore tra le “viuzze” dei suoi vissuti e tra le tempeste a mare aperto. 

Dubbi paure incertezze accompagnano il suo viaggio di formazione: capiterà qualcosa altrove? Certo perché la vita è una singolare parabola morale e insieme un’opera di genio. 

Recensione

Cari amiche e amici lettori, 

oggi vorrei presentarvi un libro che mi ha portato indietro nel tempo a quando le mie letture erano incentrate soprattutto verso la letteratura del 1800 e 1900, sia italiana che straniera, e vorrei presentarvelo con due citazioni, di due autori che in egual misura mi hanno ricordato il modo di scrivere di Michele Caiati con Acheni al vento.

«Era il tempo migliore e il tempo peggiore, la stagione della saggezza e la stagione della follia, l’epoca della fede e l’epoca dell’incredulità; il periodo della luce, e il periodo delle tenebre, la primavera della speranza e l’inverno della disperazione. Avevamo tutto dinanzi a noi, non avevamo nulla dinanzi a noi.» Charles Dickens 

A quanti uomini, presi nel gorgo d’una passione, oppure oppressi, schiacciati dalla tristezza, dalla miseria, farebbe bene pensare che c’è, sopra il soffitto, il cielo, e che nel cielo ci sono le stelle. Anche se l’esserci delle stelle non ispirasse loro un conforto religioso. Contemplandole, s’inabissa la nostra inferma piccolezza, sparisce nella vacuità degli spazi, e non può non sembrarci misera e vana ogni ragione di tormento. Luigi Pirandello 

Acheni al Vento di Michele Caiati, che ringrazio per avermi dato la possibilità di leggere il suo romanzo, narra la storia di Nini, partendo dalla sua nascita, passando per l’adolescenza, fino ad arrivare all’età adulta. 

“Non so se mi accadrà di essere io stesso l’eroe della mia vita. Per iniziare la mia vita proprio dal principio, ricorderò che nacqui un venerdì a mezzanotte. Si notò che l’orologio prese a battere e io a strillare simultaneamente. Tenuto conto del giorno e dell’ora della mia nascita la levatrice dichiarò: primo, che ero destinato nella vita alla sventura, e secondo che avevo la prerogativa di vedere fantasmi e spiriti, doni questi l’uno e l’altro, che vanno inevitabilmente legati, com’ella credeva, a tutti gli infanti dell’uno e dell’altro sesso che nascono nelle ore piccole della notte del venerdì.”

La particolarità della sua nascita farà da scia all’intero romanzo. E’ un romanzo di crescita, dove il lettore attraverso gli eventi narrati dallo stesso Nini e raccolti in un libro dalla sorella, dal quale ci vengono raccontati, viene trascinato insieme al protagonista e con lui rivive gli avvenimenti immedesimandosi nel personaggio e sperimentando gli stessi sentimenti

“Mi sembra che alcune volte appaiono sulla terra degli esseri che nella loro pur breve esistenza emettono una luce umana più umana di sempre. Ma per appartenere a questa lista il genio non basta, devono aver compiuto un qualcosa di un valor supremo, una apparizione brevissima ma folgorante. 

Sono gli Angeli di prima classe, Angeli di prima scelta a vagare per le strade all’ombra delle tende come ambulanti che vendono acqua aromatizzata con la paprika e io a spasso con loro sotto un cielo evanescente. È stato bello camminarci assieme sia pure per poco, e incontrarli per le vie di questo mondo, è stato immenso.”

Durante il racconto verremmo trascinati nella terra di Nini, la Puglia ed all’interno della sua famiglia fatta di persone presenti e non, trasmettendoci un senso di appartenenza e regalandoci qualche momento di sogno.

La sua immagine era chiara, come un fiore riflesso nell’acqua e solo gli alberi volteggiavano nel vento e disegnavano ombre che si inchinavano sul muro e offuscavano per un attimo la luce in cui lei era riflessa. Niente sembrava si sarebbe salvato da quello scorrere della notte, che entrava in ogni fessura, di soppiatto dalle persiane, penetrava nella camera da letto, illuminava una brocca, un vaso, un cassetto e tutti i luoghi vuoti della casa.

Quando ritornai laggiù alcuni giorni dopo, non c’era anima viva, e continuai a controllare tutti i punti oscuri.

Poi dopo sette mattine una voce gaiamente disse:

«Ohhh… che botta odiosa!» Era per il pugno che le avevo mollato.

Così apparve lei.

Una situazione singolare per la simpatia che provai, quando la vidi volteggiarmi intorno.

Mi puntò contro il dito e andò alla nicchia, ridacchiando. Il viso pasciuto nella zona d’ombra, le facevano sembrare la mandibola ovale, ma un sorriso simpatico si fece strada pacificamente sulle sue labbra.

Ero sul punto di pisciarmi addosso. E mi pizzicavo sul viso e sulle mani.

La verità, dite quel che volete è, che questi fantasmi hanno un senso innato della delicatezza. È incredibile come sono garbati per costituzione, mentre io mi comportai da grandissimo maleducato mollandogli un pugno in viso.

«Il fantasma comunque è diventato il mio Angelo custode!»

Non è un libro da leggere di fretta, ma è da assaporare.

E’ uno di quei libri che amo leggere avvolta dal silenzio con il calore del fuoco e lo scoppiettare della legna, giusto per godersi il gusto unico, antico e misterioso di un romanzo capace di trasportarti nella vita di un altro essere umano tanto da fare tuoi i suoi vissuti.

Federica Rivaira

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