Festival Romance Italiano: la mia prima volta nello Staff - Recensioni


Festival Romance Italiano: la mia prima volta nello Staff - Un Cuore Tra i Libri

Per anni ho vissuto il Festival Romance Italiano con gli occhi della lettrice e della blogger, muovendomi tra gli stand con la lista degli autori e l’emozione di chi insegue il firmacopie o il selfie perfetto. Quest’anno, però, ho deciso di cambiare prospettiva e di varcare i cancelli del FRI in una veste del tutto nuova: quella di volontaria dello staff. È stata un’esperienza travolgente che mi ha permesso di osservare questo mondo da un’angolazione privilegiata, fatta di adrenalina, fatica e una passione smisurata che solo chi ama i libri può comprendere fino in fondo.

Entrare nel padiglione prima dell’apertura ufficiale regala un’emozione difficile da descrivere. Il silenzio è rotto solo dal rumore degli scatoloni che vengono aperti, mentre ogni autrice cura con dedizione l’esposizione del proprio banchetto. Gli stand sono impeccabili, le pile di libri intonse: le autrici sono immerse negli ultimi ritocchi ai loro piccoli regni di carta. È il momento della calma apparente, quella tensione vibrante che precede il grande incontro.

Sebbene il mio primo istinto fosse quello di correre da loro approfittando della mancanza di folla, mi sono astenuta per rispetto del mio ruolo. La quiete, del resto, è durata un battito di ciglia: a dieci minuti dall’apertura, il padiglione è stato letteralmente travolto da una marea di lettori entusiasti. Vedere così tanta partecipazione è stato stimolante, ma ammetto che gestire un impatto del genere è stato una sfida non indifferente.

Sento il dovere di fare chiarezza su alcuni punti emersi a fine evento. Far parte dello staff significa spogliarsi dei panni della fan per diventare la spina dorsale della manifestazione. Vuol dire gestire code chilometriche e fornire indicazioni a ciclo continuo, mantenendo il sorriso anche quando la stanchezza prende il sopravvento e le gambe iniziano a cedere.

Ho appreso che alcuni membri dello staff si sono lamentati di una presunta cattiva organizzazione. Tuttavia, credo sia necessario essere onesti e realisti: durante tutta la settimana precedente ci era stato comunicato chiaramente cosa fare e cosa evitare. Il nostro compito non era fungere da assistenti personali alle autrici (che disponevano già dei propri collaboratori) bensì gestire i flussi, accogliere le persone e garantire che tutto si svolgesse in sicurezza.

Un evento di queste proporzioni, che vede confluire migliaia di persone in un unico spazio, è fisiologicamente soggetto a imprevisti. L’unico vero intoppo logistico che ho riscontrato è stata la mancanza della numerazione dei corridoi, un dettaglio che ha reso oggettivamente difficile fornire indicazioni precise a chi cercava uno stand specifico. Si è trattata di una pecca tecnica reale, che però non può e non deve oscurare l’immenso lavoro di coordinamento che sostiene la manifestazione.

Torno a casa con i piedi doloranti ma il cuore pieno. Essere “dall’altra parte” richiede un sacrificio che solo l’amore per il Romance può rendere gratificante.
Il prezzo da pagare è stato alto: non sono riuscita a salutare molte delle autrici che avrei voluto e le poche foto che ho scattato le trovate sul mio profilo Instagram. Poco male: so che ci saranno altre occasioni per rifarmi.

Questa volta, il mio ricordo più bello non è un autografo, ma la consapevolezza di aver contribuito a rendere magica la giornata di qualcun altro.

Ringrazio Lidia Ottelli e Anna Russo per avermi dato questa opportunità, perché una giornata come questa non si può dimenticare. 

Beba


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