
Scheda del libro
Titolo: Soul’s key: il richiamo dell’incubo
Autrice: Sonia Merigo
Casa editrice: Publishing Flower
Genere: Fantasy
Data di pubblicazione: 21 marzo 2022
Pagine: 360
Disponibile su: Amazon
Trama
Cassandra è una ragazza comune finché non conoscerà Gabriele, ragazzo di cui si innamorerà, che presto le farà capire chi è lei realmente.
Quando, grazie a Gabriele, scoprirà una delle tante verità che la affliggono, realizzerà di avere un grande potere: lei sarà la chiave in grado di aprire le porte dell’amore o all’odio eterno.
Il loro amore non sarà semplice, forze demoniache cercheranno di opporsi e dividerli e sarà messo a dura prova quando la profezia la metterà difronte ad un bivio: finire il suo cammino tra le lingue di fuoco o tra i celestiali canti angelici.
Impurità e purezza possono generare una vita nuova?
Recensione
Care amiche,
“Una ragazza pura di cuore, nata da una donna con sangue intriso del segno e da un uomo con potere di demone, scelta e marchiata prima della nascita col dono di aprire un portale tra i mondi.
Ella potrà scegliere le sorti del mondo e ristabilire l’ordine. Solo al raggiungimento del ventitreesimo anno di età, la prescelta riceverà la chiave in dono…”
La storia è ricca di suspense e colpi di scena, anche se non manca il romanticismo.
«Va bene, Tom» e gli accarezzo una guancia bollente.
«Nel mio sogno eri davvero bella» mi guarda meravigliato e io lo incalzo per farlo continuare nel racconto. «Avevi un bellissimo vestito e il tuo braccio era luminoso, stavi scendendo le scale con lui» e con il suo dito punta verso Gabriele. Lo guardo meravigliata, magari avessi fatto anch’io un sogno del genere.
«Come mai il mio braccio risplendeva?» «Avevi un segno» si schiarisce la gola. «Eri bellissima.» Fa un sorriso e tossisce di nuovo.
Un segno?
Vengo interrotta dai miei pensieri quando la sua piccola mano mi tocca il braccio. È ancora umida di sudore e calda.
«Lo vedi anche tu, vero?» mi chiede Tom perplesso.
«Cosa dovrei vedere?» «Questo!» E muove il mio braccio su e giù, come se fosse un giocattolo.
Mi concentro, cerco di fargli capire che sto davvero provando a vedere, ma a parte la mia pelle liscia e chiara non vedo niente. Gabriele si affretta e si avvicina al letto, guardandomi anche lui il braccio. Il suo volto non è né meravigliato dalle parole del piccolo né sorpreso, ha più la faccia avvilita. Quasi mai pietrificata con gli occhi spalancati. Cosa gli prende ora?
«Ecco, tu lo vedi, vero?» Gli chiede Tom. Forse sta delirando, è meglio che ora riposi e forse lo dovrei fare anch’io. Cerco di farlo sdraiare ma il piccolo continua ad aspettare la risposta del ragazzo.













