
Scheda del libro
Titolo: Veleno e Velluto
Autrice: Alessia P.F
Genere: Thriller romantico
Data di pubblicazione: 29 maggio 2021
Pagine: 302
Trama
In un New York urbano, freddo ma magnetico, una criminologa di 34 anni, Isabella Corvi, viene chiamata a indagare su una serie di omicidi bizzarri avvenuti intorno a figure influenti del mondo della moda e dell’arte. Tutte le vittime sono state trovate in una scenografia teatrale,
indossando tessuti di velluto nero… e tutte avevano avuto una relazione con Lorenzo Moretti, uno scrittore celebre ma estremamente controverso. Isabella è pragmatica, razionale, una donna di scienza, ma con un passato oscuro che comincia a perseguitarla man mano che l’indagine procede. Quando incontra Lorenzo, sente subito un’attrazione pericolosa—una che minaccia di distruggere il suo equilibrio professionale e morale.
Lui è seducente, manipolatore, intelligente, ma è davvero l’assassino o soltanto la vittima di un complotto? Man mano che la loro relazione diventa sempre più passionale e ossessiva, Isabella si trova intrappolata in un gioco psicologico in cui non sa più chi mente, chi manipola e chi è, in definitiva, il colpevole. Chi è il cacciatore e chi è la preda?
Recensione
Care amiche lettrici,
non so davvero da dove cominciare per parlarvi di questa mia ultima lettura.
Ci sono libri che, appena chiudi l’ultima pagina, ti lasciano addosso la sensazione che qualcosa sia cambiato dentro di te, nel modo in cui guardi le persone, le relazioni, il confine sottilissimo tra verità e illusione. “Veleno e velluto” è uno di quei libri.
L’ho iniziato pensando di leggere un thriller romantico. Cercavo tensione, mistero, magari un po’ di attrazione proibita, ma quello che ho trovato è stato molto di più e molto più scomodo. Questo libro non si limita a intrattenere: ti costringe a metterti in discussione, ti mette davanti a dinamiche emotive che conosci troppo bene, anche se non vorresti.
Isabella Corvi, la protagonista, è una criminologa razionale, fredda, controllata, ma anche una donna profondamente umana, fragile nei punti giusti, forte nei modi sbagliati. La sua voce è precisa, analitica… ma si incrina ogni volta che Lorenzo entra in scena.
E qui arriva la parte difficile da spiegare, Lorenzo Moretti non è il classico “bad boy” da fiction, è molto peggio o molto meglio, dipende da che lato lo guardi. È affascinante, brillante, letale, ma soprattutto è imprevedibile.
La scrittura di Alessia non ti dà mai la certezza se fidarti o meno di lui e ti accorgi che, proprio come Isabella, anche tu stai cedendo e cominci a chiederti: “E se fosse davvero solo incompreso? E se invece stesse solo giocando con tutti noi?”
Le morti che costellano la trama – tutte teatrali, tutte con quel maledetto velluto nero – sono inquietanti, sì, ma diventano quasi secondarie rispetto al vero mistero: la psiche umana. Il modo in cui amiamo, il modo in cui ci facciamo manipolare, il modo in cui restiamo intrappolati in relazioni che sanno di pericolo e attrazione al tempo stesso.
Le immagini della scena del crimine erano ancora lì: il corpo disteso sul velluto, il sangue come una pennellata perfetta. Sfogliando i fogli, trovò un dettaglio che non aveva notato prima. Una nota a margine scritta a mano:
“Non è la morte. È l’immortalità estetica.” Chi aveva scritto quella frase? Un agente? Un giornalista? O era stata infilata lì da qualcuno che voleva attirare la sua attenzione?
Le dita scorsero sulla carta. Il cervello lavorava più veloce del cuore, collegando frammenti, elaborando ipotesi. Ogni elemento puntava verso Lorenzo, ma nulla lo incastrava. Al contrario, sembrava tutto orchestrato per confondere, per affascinare, per trascinarla dentro.
La relazione tra Isabella e Lorenzo non è sana, ma è reale. E’ quella tensione che chiunque abbia amato troppo, male, o troppo in fretta conosce. Non c’è redenzione facile, non c’è una morale pronta, c’è solo un crescendo emotivo che ti scava dentro e ti lascia senza fiato.
E poi c’è New York. Fredda, teatrale, sempre in sottofondo come una colonna sonora malinconica, Alessia P. ha fatto un lavoro incredibile nel trasformarla in un personaggio silenzioso ma costante, la senti respirare tra le pagine.
Non vi dico nulla del finale, se non che mi ha lasciata ferma per diversi minuti, con il cuore in gola. Non sapevo se essere devastata o semplicemente in pace, quello che so è che “Veleno e velluto” è uno di quei libri che non puoi raccontare, puoi solo sentirli.
A chi consiglio la lettura?
A chi ama i thriller psicologici con dentro relazioni contorte, sfumature grigie e una protagonista complessa. A chi non ha paura di sentire il dolore dell’amore tossico, ma anche la bellezza che può esistere, anche solo per un istante, nei legami sbagliati.
A chi cerca storie che ti consumano, ma che ti fanno anche rinascere in qualche modo.
Attendo con impazienza di sapere anche il vostro parere
Buona lettura!













