
Scheda del libro
Titolo/Autore: Il viaggio di Taiyo di Cristiano Pedrini
Casa editrice: Youcanprint
Genere: M/M
Data di pubblicazione: 8 ottobre 2026
Pagine: 163
Disponibile su: Amazon
Trama
Taiyo Shimazaki è sopravvissuto a un incidente che gli ha portato via tutto. Genitori. Infanzia. Ricordi.
Per cinque giorni è rimasto solo in un bosco. Vivo, ma senza sapere come.
Da allora convive con un vuoto che non riesce a colmare… e con la certezza di non meritare niente, meno che mai qualcuno fino al suo incontro con Seiya Yokoya. Talento puro. Futuro già scritto. Il ragazzo che non dovrebbe nemmeno guardarlo… e invece lo sceglie.
Tra loro scatta qualcosa di impossibile da ignorare. Troppo vero e troppo rischioso. Perché Taiyo è convinto di essere un errore nella vita degli altri e quando l’amore diventa reale, fa l’unica cosa che gli riesce davvero bene: scappare.
Ma Seiya non è disposto a perderlo e quando decide di restare, anche a costo di bruciare tutto il resto, le regole cambiano e il passato di Taiyo emerge, pronto a mostrargli la verità che credeva di aver rinunciato a scoprire, spingendolo in viaggio che forse non ha ritorno.
Taiyo dovrà affrontare l’unica verità che ha sempre evitato: non si può amare qualcuno senza accettare di essere amati.
Recensione
Care amiche lettrici,
ho letto “Il viaggio di Taiyo” di Cristiano Pedrini ed è stata una lettura che mi ha coinvolta parecchio, soprattutto per come si sviluppa la storia e per quello che succede nel finale, ma andiamo con ordine, perché ci sono diverse cose che mi sono piaciute e vorrei raccontarvele senza anticiparvi troppo.
Il protagonista è Taiyo, un ragazzo di diciassette anni, molto timido e riservato. A scuola non si sente proprio a suo agio, soprattutto quando si trova in mezzo a tanta gente. Preferisce stare per conto suo e tenersi dentro quello che prova, anche se questo non significa che non abbia un mondo tutto suo. La sua passione sono gli acquerelli. Dipingere è il suo modo di esprimersi, di tirare fuori quello che magari a parole non riesce a dire, è una cosa che condivide soltanto con la zia Arkua, con cui vive, e mentre leggevo mi sono ritrovata a pensare a quanto possa essere difficile, a volte, far capire agli altri quello che abbiamo dentro.
Taiyo, poi, ha una parte del suo passato che non riesce a ricordare, c’è qualcosa che gli manca, qualcosa che non riesce a mettere a fuoco, e questa cosa pesa sul suo modo di vivere e di rapportarsi agli altri. Insomma, non è un ragazzo che si apre facilmente, anzi, per lui anche fare un piccolo passo può diventare una cosa enorme, poi nella sua vita arriva Seiya, che è praticamente il suo opposto.
Seiya è solare, sicuro di sé, determinato ed è una vera promessa del nuoto, ha una famiglia importante, un cognome che conta e tante aspettative sulle spalle, ma non vuole che siano gli altri a stabilire il suo futuro e soprattutto vuole dimostrare quello che vale con le proprie capacità, senza essere conosciuto soltanto per la famiglia da cui proviene. Il nuoto per lui è fondamentale, è il posto in cui riesce a sentirsi libero e a mettere da parte tutto il resto.
Quando questi due ragazzi si incontrano, le cose cominciano a cambiare, anche se ognuno deve fare i conti con le proprie paure e con il proprio modo di affrontare la vita e c’è una scena che mi è piaciuta particolarmente: quella davanti al distributore automatico, quando Taiyo dice a Seiya «Tu mi piaci». E’ una frase semplice, niente di eclatante, eppure per Taiyo è un passo enorme, me lo sono immaginato lì, con tutta la sua timidezza, mentre cerca di trovare il coraggio di dire quello che sente e per una persona che è abituata a tenersi tutto dentro, esporsi in questo modo non è affatto scontato.
Ed è proprio questo che ho apprezzato del suo personaggio, non è uno che cambia da un momento all’altro, diventando improvvisamente sicuro e senza più dubbi. Il suo percorso è fatto di piccoli passi, di incertezze e della voglia di capire qualcosa in più anche di se stesso.
Un’altra cosa che mi ha colpita è il modo in cui Cristiano Pedrini ha scelto di raccontare la storia. Taiyo ci parla direttamente attraverso un dialogo con il capotreno, mentre in altri momenti la narrazione si sposta su Seiya, all’inizio questa struttura mi ha incuriosita, poi ho capito quanto fosse interessante poter seguire la vicenda da entrambe le parti. E’ un po’ come leggere un racconto dentro un altro racconto: da una parte abbiamo Taiyo, con i suoi ricordi, le sue domande e le sue fragilità; dall’altra Seiya, con i suoi desideri e le difficoltà che non sempre lascia vedere agli altri.
In questo modo non ci fermiamo a quello che succede tra loro, ma riusciamo anche a capire meglio cosa provano e secondo me, in una storia come questa, è importante.
La lettura è stata scorrevole e delicata, sono riuscita a seguire la vicenda senza fatica e mi è piaciuto il modo in cui si intrecciano la parte sentimentale e le questioni personali dei protagonisti, perché, anche se il rapporto tra Taiyo e Seiya è una parte centrale del romanzo, non c’è soltanto quello. Ci sono le aspettative della famiglia, il bisogno di sentirsi accettati, la difficoltà di capire chi si è davvero e il coraggio di prendere decisioni che non sempre fanno stare tranquilli.
Ripensando ai protagonisti, credo che Taiyo mi abbia colpita soprattutto per la sua sensibilità. Mi ha fatto tenerezza il suo modo di vivere le emozioni, la fatica che fa ad aprirsi e il bisogno di trovare delle risposte. Anche Seiya, però, mi è piaciuto, perché dietro il suo carattere più sicuro c’è un ragazzo che deve capire quale strada vuole davvero seguire. Sono diversi, ma entrambi hanno qualcosa da affrontare e forse è proprio questo che li avvicina, al di là delle differenze.
Non voglio dire che sia stata una lettura perfetta sotto ogni aspetto, ma è una storia che mi ha emozionata e che, soprattutto nel finale, è riuscita a sorprendermi.
Non avevo previsto una conclusione del genere, pensavo di aver capito dove Cristiano Pedrini volesse portarmi, invece mi sono ritrovata davanti a qualcosa di completamente diverso da quello che immaginavo.
Quando ho finito il libro, sono rimasta un po’ lì a ripensare alla storia di Taiyo, a quello che avevo letto e a come tutto si fosse sviluppato. Mi è rimasta una sensazione di nostalgia, ma anche tanta curiosità ed è difficile spiegarvi meglio il motivo senza rischiare di anticipare qualcosa, e non voglio togliervi il piacere della scoperta.
Posso però dirvi che il finale ha dato alla mia lettura qualcosa in più e che non me l’aspettavo davvero. E’ uno di quei casi in cui arrivi all’ultima pagina e ti accorgi che la storia ti ha portata molto più lontano di quanto pensassi.
E adesso sono curiosa di sapere se anche voi avete letto questo romanzo e cosa ne pensate.
Buona lettura,




















