Natale ad Aoshima di Cristiano Pedrini - Recensioni


Cristiano Pedrini-Natale ad Aoshima

Scheda del libro

Titolo/Autore: Natale ad Aoshima di Cristiano Pedrini
Casa editrice: Youcanprint
Genere: M/M
Data di pubblicazione: 25 novembre 2025
Pagine: 91

Formato kindle: 2,99 €
Copertina flessibile: 11,40 €

Disponibile su: Amazon

Natale ad Aoshima di Cristiano Pedrini - Un Cuore Tra i Libri

Trama

Haru e Jayce stanno per vivere il loro secondo inverno ad Aoshima, l’isola dei gatti, ammantata dalla neve. Dopo il successo dell’ultima sua antologia di racconti, ad Haru è stato offerto di tornare a scrivere per il suo vecchio editore, una decisione che continua a rimandare, temendo che questa possa spingerlo a trascurare il rapporto con Jayce, ripetendo lo stesso errore del passato.

La quiete del ryokan Settima notte viene interrotta dall’arrivo di quattro studenti liceali di Osaka: Leonardo, Ren, Haruka e Minato che, con motivazioni diverse, vogliono concedersi qualche giorno di vacanza. Ren ha avuto molto successo con le fotografie scattate a Leonardo durante il festival scolastico, tanto da essere invitato a esporle in una rinomata galleria di Osaka.

Ora gli è stato proposto di lavorare a un nuovo progetto, collaborando con un noto modello. Ren esita: nonostante l’offerta allettante, egli vorrebbe che fosse Leo a essere di nuovo protagonista degli scatti che intende realizzare sull’isola. Anche Haruka ha qualche pensiero di troppo.

Ha convinto, senza troppi sforzi, Minato ad accompagnarlo ad Aoshima per vedere con i suoi occhi la colonia felina, rimanendo sorpreso dalla facilità con cui il compagno lo ha assecondato.

Che gatta ci covi?

Recensione

Care amiche lettrici,

oggi vi porto ad Aoshima. Dopo Il mio primo inverno con Haru, avevamo lasciato Haru e Jayce stretti in un amore appena sbocciato, fragile ma sincero, pronto a crescere tra le mura del Ryokan Settima Notte e i vicoli tranquilli dell’Isola dei Gatti.

Ritrovarli in Natale ad Aoshima è stato come rivedere due amici cari di cui non senti la mancanza finché non li incontri di nuovo e ti accorgi che, in realtà, ti erano mancati tantissimo.

Haru e Jayce stanno per affrontare il loro secondo inverno sull’isola, e già da qui si respira quell’atmosfera intima e familiare. Cristiano Pedrini ha questo dono raro: scrive storie MM delicate, intime, quasi sussurrate, così dolci che ti dimentichi perfino che stai leggendo un romance.

Haru, con il suo cuore grande e le sue paure altrettanto grandi, si ritrova davanti a un’offerta importante: tornare a scrivere per il suo vecchio editore, una notizia che per molti sarebbe un sogno ma per lui diventa un’ombra che mette in discussione la serenità costruita con Jayce. Teme, infatti, di ripetere gli stessi errori del passato, di perdere sé stesso, o peggio, di perdere lui.

Jayce, invece, è quel punto fermo che ogni tanto vacilla, ma mai abbastanza da far crollare ciò che hanno costruito e così, tra un gatto da accarezzare e un tramonto che sembra dipinto, li vediamo camminare insieme verso la loro nuova normalità.

Ma Aoshima, si sa, non ama la tranquillità a lungo. Nel Ryokan arrivano quattro studenti liceali di Osaka: Leonardo, Ren, Haruka e Minato. Quattro ragazzi diversi, ognuno con una piccola grande storia da raccontare, come se l’isola attirasse chi ha bisogno di trovare la propria strada.

Ren, fotografo timido e talentuoso, ha avuto un successo inaspettato grazie alle foto scattate a Leonardo. Ora gli propongono un progetto enorme, ma lui vorrebbe che il suo obiettivo continuasse a puntare su Leo.

Haruka, invece, ha convinto Minato a seguirlo in questa vacanza, e la naturalezza con cui il ragazzo ha accettato gli mette in testa mille domande (e qualche sospetto che fa sorridere).

Ed è proprio questo che ho amato: Pedrini riesce a intrecciare in modo dolce e leggero storie diverse, come fili colorati su una tela bianca.

Il romanzo è breve, sì, ma ogni personaggio ha spazio sufficiente per farsi conoscere, per farci affezionare, per regalarci un’emozione.

La scrittura dell’autore è sempre elegante, delicata, quasi poetica.
Le descrizioni dell’Isola dei Gatti sono così vivide che sembra di sentire il rumore soffice della neve sotto le scarpe, il calore del ryokan, il fruscio dei mantelli dei felini che passeggiano come guardiani silenziosi.

E poi ci sono loro: Haru e Jayce, la loro evoluzione è tenera, matura, autentica, non c’è bisogno di grandi drammi: basta un piccolo gesto, una parola trattenuta, uno sguardo che dice molto più di quanto vogliano ammettere.

Anche questa volta i gatti diventano presenza, simbolo e compagnia, non solo parte dell’ambientazione, ma quasi protagonisti muti, custodi di vite e sentimenti.

Natale ad Aoshima è una lettura che scivola come neve sulla pelle: morbida, silenziosa, ma capace di lasciare un segno caldo nel cuore. E’ una storia di seconde possibilità, di paure che bussano e di coraggio che risponde, di legami che si rinforzano nelle piccole cose.

Se avete amato “Il mio primo inverno con Haru”, questo romanzo vi regalerà lo stesso tepore, lo stesso sorriso dolce, la stessa sensazione di pace e poi, diciamolo, un’isola piena di gatti, un ryokan accogliente e quattro ragazzi alle prese con sentimenti nuovi. Come si fa a non innamorarsene?

Vi consiglio davvero di leggerlo, è una storia breve, ma capace di scaldare più di una tazza di tè fumante.

Buona lettura, amiche lettrici e preparatevi: i gatti dell’isola vi ruberanno il cuore.

Federica


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