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Ciao Trisha Laine, ti ringrazio di aver accettato di partecipare all’intervista sulla rubrica di Un cuore tra i libri

Salve a tutti. Sono io che ringrazio te e Un cuore tra i libri per l’opportunità che mi state regalando.

Posso chiederti come è nata la tua passione per la scrittura e come è nata la tua carriera di autrice?

Ho sempre scritto e mi è sempre piaciuto farlo. Ho iniziato da ragazzina con dei racconti d’amore dove “ricamavo” e costruivo la trama intorno a ispirazioni che sbocciavano dai sogni: praticamente appuntavo quasi ogni mattina un sogno per non dimenticarlo e poterlo utilizzare in seguito per uno dei miei racconti che poi facevo leggere alle mie amiche. “Carriera” è una parola grossa: ho pubblicato solo questo romance, per adesso.

Cosa ti ha spinto a scrivere “Un libro, una cioccolata calda…e te!” ?

Un libro… una cioccolata calda… e te! é stato il libro che mi ha salvata da un momento non felice per quanto riguarda la salute: avevo subito un intervento e ho trascorso un’intera estate in riposo forzato… così un giorno, mi è balzato in mente, dal nulla, un “fotogramma” di un uomo bellissimo ed elegante che per puro caso bussava alla porta di casa di una sconosciuta. “Che vorrà dire?”, mi sono chiesta. Poi un’altra serie di fotogrammi: neve, un rifugio di montagna, cioccolata calda, libri infiniti e… è nata la mia creatura!

La storia è ambientata tra Berna e Grindelwald, c’è un motivo in particolare?

In realtà il posto l’ho trovato per caso: dopo aver deciso che doveva essere un luogo fiabesco e innevato ho fatto una ricerca su Google ed è apparso Grindelwald di cui mi sono subito innamorata; in più le montagne favolose delle Alpi si prestavano benissimo e non ho avuto dubbi. Berna l’ho scelta perché volevo una città conosciuta, ma non caotica né chiassosa, una città che potesse seguire discretamente le vicende dei due protagonisti.

Il romanzo “Un libro, una cioccolata calda…e te!” ha segnato il tuo esordio, ma è stato il tuo primo libro? Posso chiederti da cosa o da chi in particolare hai tratto ispirazione durante la stesura?

Un libro… una cioccolata calda… e te!, è il mio primo libro pubblicato (in self). Ho scritto sempre (dai racconti di cui ti dicevo prima alle tesi universitarie: non ho scritto solo la mia… lo dico tanto il mio nome è uno pseudonimo…), ma pubblicato per me mai prima d’ora.

La mia ispirazione l’ho tratta da qualche sogno e da quelli che io chiamo fotogrammi che mi 
passano per la mente che per qualche strano motivo li associa e fa partire la trama! Non c’è un particolare “cosa” o “chi”, se non anni e anni di copiose letture di opere altrui.

Qual è stata la parte più difficile da scrivere del romanzo?

La parte più difficile… far collimare la storia del furto dei libri con le ricerche fatte da Pearl e dai suoi colleghi. Ho spulciato molto sul funzionamento e la gestione delle biblioteche per poter risultare più veritiera possibile.

La storia era già tutta presente nella tua testa prima di iniziare oppure si è sviluppata man mano durante la stesura?

La storia, per grandi linee, era già tutta presente. Ho fatto anche qualche modifica in fieri: per esempio Noah, prima era fratello di Alina e faceva il filo a Pearl; poi ho visto che non era funzionale alla trama e che di un terzo personaggio geloso non me ne facevo nulla (per di più entrava in competizione con Mitch e a me serviva invece un complice), allora l’ho trasformato nel fratello (fratellastro, per la verità perché per la trama si era reso necessario un cognome differente).

Posso chiederti se hai delle abitudini per scrivere? Tipo ricercare un luogo in particolare o un oggetto in particolare che ti aiutano a focalizzare meglio la storia?

Per Un libro… una cioccolata calda… e te! avevo desiderio di un luogo di montagna fiabesco e innevato, da sogno per incorniciare la storia d’amore che si svolge poco prima di Natale. Ho fatto ricerche su Google e Grindelwald mi ha preso il cuore.

Preferisci scrivere in silenzio oppure accompagnata dalla musica? Nel caso, quale canzone affiancheresti al tuo romanzo?

Scrivo sempre con la musica in sottofondo. Non una qualsiasi, però: prima scelgo accuratamente la playlist adatta a certe situazioni, narrazioni, descrizioni, stati d’animo ecc… e poi mi accompagna per tutto il tempo della scrittura, aiutandomi a plasmare le scene.

Nel romanzo c’è qualcosa di autobiografico oppure è tutta fantasia?

Ѐ tutta fantasia a parte che mi piacerebbe avere un caffè letterario come il Platone, tutto mio…

A quale personaggio sei più affezionata?

Sono innamoratissima di Mitch, il protagonista maschile! Ma la mia simpatia va a Noah: la sua irriverenza è stata un toccasana per tenermi fuori dai momenti “morti”.

Quali scrittori hanno influenzato maggiormente la tua carriera di scrittrice?

Il mio preferito in assoluto è Ken Follet. Ma ne ho letti e leggo davvero moltissimi tanto da poter dire che ognuno mi ha lasciato dentro tantissimo.

Ed ora l’ultima domanda, ma non la meno importante, sicuramente quella che tutti i lettori stanno attendendo, ci puoi parlare dei tuoi prossimi lavori.

Ho finito di stilare la playlist del secondo lavoro. Ho fatto le mie ricerche e ora sono pronta a iniziare: é un altro romance autoconclusivo, ma questa volta non sarà amore a prima vista: lei prima lo odierà (per i suoi buoni motivi) e lui, che l’ho creato insolente e irriverente oltre che divertente e ovviamente bellissimo, la stuzzicherà di continuo, ma avrà sempre verso di lei quella ammirazione (o predilezione) che sfocerà infine nell’amore!

Grazie mille Trisha Laine per averci fatto conoscere meglio te ed il tuo romanzo “Un libro…una cioccolata calda…e te!”, come tutte le lettrici ed i lettori che ti conoscono non vediamo l’ora di leggere il tuo prossimo romanzo.

Grazie ancora e a presto!…

…e a voi tutti… ci vediamo alla prossima intervista!

Grazie per la partecipazione!

Federica

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