Oggi partecipo al Review Tour del libro “il male degli angeli” di Luisa Gasbarri  

Luisa Gasbarri - Il male degli angeli - Review Tour

Scheda del libro

Titolo: Il male degli angeli
Autrice
: Luisa Gasbarri

Genere: Suspense thriller
Editore: Baldini e Castoldi
Pagine: 416
Data di pubblicazione: luglio 2020

Disponibile su: Amazon e IBS

Trama

Rostock, febbraio 1935.

Un ufficiale delle SS viene mandato da Berlino per un sopralluogo che ha ben poco di ordinario: un incendio ha distrutto la scuola fino alle fondamenta.

Terrorizzata, la maestra sostiene che a scatenare il fuoco sia stata un’orfana di dieci anni. E senza alcuno strumento. Roma, oggi. Sara Wolner, trentatré anni, carriera singolare e temperamento insofferente, soprattutto verso le tradizioni della sua famiglia di origine ebrea, trova che ci sia qualcosa di insolito nel tragico incidente di laboratorio di cui è stata vittima una studentessa italiana a Rostock.

Il suo istinto le dice che le similitudini con altri episodi recenti sono troppe: donne torturate, e poi bruciate. Bruciate come carta.

E se si trattasse di omicidi rituali?

Nella sua indagine solitaria Sara individua un insperato complice in Desmond Mirri, collega trasgressivo, dallo stile di vita quasi borderline, e nella sua sensuale coinquilina degli alloggi ufficiali, Sveva Idalgo, capace di guidarla tra le regole non scritte dell’Interpol.

Ciò che accomuna le donne uccise rimanda però a una storia che nessuno ha voglia di far riaffiorare: quella della Società Vril, l’ordine esoterico esclusivo e segreto del Terzo Reich che negli anni Quaranta concentrò a Berlino le medium più illustri dell’epoca.

Donne carismatiche, pericolose, che tennero rapporti enigmatici con i gerarchi nazisti, spingendoli a compiere l’esperimento peggiore e a sancire la più fatale delle alleanze.

Donne che sembravano angeli, splendenti e ambigue quanto Lucifero, eppure in attesa del nuovo Messia invocato da secoli.

E se la Storia non fosse affatto quella che conosciamo?

Un thriller che si snoda tra passato e presente, tra Roma e Berlino, e in cui alla storia segreta del nazismo si affianca un’indagine potente, che oggi più che mai solleva sorprendenti interrogativi. 

Intervista all'autrice

Care lettrici, 

oggi vorremmo presentarvi un libro di nicchia, “Il Male degli Angeli” di Luisa Gasbarri. 

innanzitutto vorremmo ringraziare l’autrice Luisa per il magnifico libro che ha scritto e per la sua disponibilità. Vorremmo presentarvela attraverso l’intervista che gentilmente ci ha concesso, un modo per conoscerla un pò meglio.

Cara Luisa, posso chiedere come è nata la Sua passione per la scrittura?

“La mia non è esattamente una passione. Quella per la lettura certamente: leggo da quando ero una bambina, tanto e di tutto. Ma la scrittura è stata sempre una cosa diversa. 

La scrittura è ciò che mi fa sentire a casa e meglio riflette quanto io sono, perché la profondità con cui sento le cose quando scrivo non è paragonabile se non alle emozioni più intense della vita, come l’amore o la percezione del sacro.

Credo anzi ci sia qualcosa che va al di là di noi stessi nell’ispirazione, anche se può sembrare un’idea romantica.

Non scrivo infatti quasi mai quel che ho davvero in testa di raccontare: è come se dopo un po’, quando narro, una voce si sostituisse alla mia e mi spingesse in una direzione inedita. 

Scopro io stessa ciò che non sapevo, supero i miei limiti così. Ecco perché per me la scrittura diventa irrinunciabile: è maieutica.” 

La Sua passione per la scrittura è stata ispirata da qualcuno (intendo un’altra scrittrice)?

Come dicevo, per la sua visceralità la scrittura era forse già incisa nel mio DNA. Ma qualcuno mi ha spinta a crederci, a scorgere il frutto nel seme, e dunque a fiorire, sì.

Virginia (Woolf) e Simone (Weil) mi hanno ispirata in quanto donne prima ancora che per il loro essere altissimi nomi di riferimento.
Emily (Dickinson) mi ha insegnato che il valore e l’integrità non dipendono dal numero delle pubblicazioni.
Gertrude Stein mi ha mostrato in che misura s’intuisca la forza dello stile anche smarrendo il nome della rosa. E Marcel (Proust), il più femminile di tutte, mi ha rivelato come nella letteratura si apra la strada per salvarsi.

Posso chiederLe come è nata l’IDEA del Suo romanzo, Il Male degli Angeli,e se c’è un episodio in particolare che ha innescato la scintilla?

“L’idea del mio nuovo romanzo è nata quando ho cominciato a riflettere sul potere. Cosa resta a chi non ne ha? O a chi ne possiede uno diverso, inaccettabile, oscuro?

È da sempre questo un problema delle donne, perché le donne sono state spesso escluse dalla storia ufficiale, ma pensare che non l’abbiano influenzata sarebbe profondamente sbagliato.

Quando quindi ho intercettato l’incredibile storia di Sigrun e Maria ho cominciato a rifletterci, ho provato a immaginare cosa avesse rappresentato per loro il nazismo, ovvero l’oppressione di un momento storico tragico, in che misura ne avessero subito i condizionamenti, in che misura fossero dovute scendere a compromessi per sopravvivergli.

Ma a parte le ricerche storiche, io ho fatto ben poco. Sono sempre i personaggi che poi prendono il sopravvento, e ti dettano le parole, i gesti attraverso cui rappresentarli.”

Leggendo il Suo libro (e per questo devo veramente ringraziarLa) ho avuto modo di riconsiderare un periodo storico che non amo particolarmente, ed effettivamente, fino a ieri tendevo a scartare a prescindere, ma il Suo libro mi ha particolarmente colpito, anche perchè tratta un periodo storico molto importante dal punto di vista “non tutto è quello che sembra”, posso chiederLe dunque quale parte del libro è stata più difficile da scrivere?

“È stato molto difficile rendere sufficientemente realistico un episodio storico, benché citato in effetti pochissimo, che realistico non sembra affatto. 

Mantenere l’equilibrio tra pochi, incompleti documenti, tra approcci di varia natura, posizioni critiche di studiosi differenti, dover ricostruire il non detto e l’allusione è stata una sfida. Non pretendo si creda a quanto scrivo io, ho realizzato comunque un’opera di fiction, ma forse si può partire da qui per porsi qualche domanda, per riprendere a scavare altrove e magari cominciare a mettere in discussione alcune verità della Storia non poi tanto scontate come si crede. 

Del resto, se nella vita non si accetta il rischio di rimanere sconvolti, vuol dire che della letteratura si è già disposti a fare a meno.” 

Se non erro, uno dei personaggi del Suo libro, Maria prende ispirazione da Maria Orsic che è stato un personaggio che penso abbia segnato molto l’evoluzione del Nazismo, quale medium fidata di Hitler?

“Maria Orsitch fu una donna dai versatili talenti. I giudizi sulla sua persona oscillano con spaventoso estremismo: chi la considerò un angelo, chi avrebbe voluto ucciderla al pari d’un demone. 

Proveniva da una famiglia importante ma non era tedesca, e questo probabilmente influenzò la posizione ambiguamente liminare che pare contraddistinguerla tra le altre medium del periodo. Ebbe amicizie illustri, come quella con Nikola Tesla, provocò odii accesi, come quello di Himmler. Le furono insomma propri tutti i caratteri adatti a entrare d’impeto in un romanzo. 

Cosa ci fosse nel suo cuore non posso dirlo, come fosse realmente il suo rapporto con Sigrun neppure. Ho provato a immaginarlo, forse perché sotto qualunque cielo, e qualsiasi potere possiedano, il cuore delle donne almeno in parte rimane sempre lo stesso.” 

Recensione

Ho iniziato a leggere “Il Male degli Angeli” per sfida contro me stessa, in quanto non amo particolarmente il periodo storico della seconda guerra mondiale e tutto ciò che la circonda, ma ero stata particolarmente attratta dalla trama.

Man mano che procedevo con la lettura mi ritrovavo sempre più coinvolta nella storia di Maria, Signum e di Sara, una storia ambientata su più piani temporali dove si incontra la Berlino nazista ed una Roma ai giorni nostri, descritte in modo molto suggestivo, tanto da riuscire a “vederle”.

Nel romanzo incontreremo, nella Berlino nazista, l’ufficiale SS che viene mandato a Rostock per un sopralluogo di un incendio, che si dice appiccato da una bambina senza alcuno strumento e la detective Sara, nella Roma Contemporanea, che indaga su dei delitti di donne torturate e bruciate.

Due vicende, che scopriremo legate indissolubilmente tra di loro, al di là del tempo e dello spazio.

Un romanzo che riesce a travolgerti, a mettere in dubbio una parte di storia molto importante, rivelandone i misteri nascosti.

Federica Rivaira

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