
Scheda del libro
Titolo/Autrice: Di Cera e Carne di Penelope White
Genere: Thriller
Data di pubblicazione: 21 maggio 2026
Pagine: 389
Disponibile su: Amazon
Trama
Nel COFS non ti insegnano a sparare meglio, ma a proseguire quando gli altri si fermano, in operazioni senza nome, senza firma, senza ritorno.
Così Cristina ha imparato a funzionare senza sentire. Addestrata a sopravvivere, non ad amare.
Ma Nathaniel, un bambino bulgaro strappato a un traffico di minori, incrina quell’addestramento.
Contro ogni protocollo, lo salva, lo porta via con sé e lo cresce come un figlio.
Ora Nathaniel è scomparso.
Ciò che resta sono solo frammenti che non combaciano: storie che si smentiscono e sparizioni che, in un modo o nell’altro, riportano sempre allo stesso punto.
Cristina si lancia in una caccia solitaria, in bilico tra la memoria da soldato che la rende letale e la ferita di una madre che la rende vulnerabile.
E più si avvicina, più diventa difficile capire cosa sta inseguendo davvero.
Un thriller psicologico teso e disturbante, dove l’amore materno diventa ossessione. Una ricerca che scava nel passato, fino a mettere in dubbio ciò che si credeva di aver salvato.
L’opera contiene tematiche e scene di natura violenta e psicologicamente intensa che potrebbero risultare disturbanti per alcuni lettori. Si consiglia la lettura a un pubblico adulto.
Recensione
Questo è uno di quei romanzi che scava nelle profondità dell’animo umano, si muove costantemente sul filo sottile che separa l’apparenza dalla sostanza.
La storia si intreccia attraverso un mistero centrale che unisce i destini dei personaggi, trascinando il lettore in un vortice di segreti di famiglia, passioni taciute e verità scomode.
La narrazione non è mai lineare o scontata: ogni capitolo aggiunge un tassello a un mosaico complesso, dove il passato torna a bussare alla porta del presente esigendo un conto salato.
È un viaggio emotivo e psicologico che esplora la vulnerabilità delle relazioni umane e la forza necessaria per rinascere dalle proprie ceneri. I protagonisti sono il vero punto di forza del romanzo, sono costruiti molto bene a livello psicologico, senza lasciare nessun dettaglio al caso.
Non esistono figure totalmente positive o negative, ma esseri umani profondamente complessi. L’autrice riesce a tratteggiare l’evoluzione dei protagonisti in modo magistrale, rendendo i loro tormenti interiori incredibilmente vividi e spingendo il lettore a immedesimarsi nelle loro scelte, anche in quelle più difficili.
La sua scrittura è elegante e sensoriale, fluida e fortemente evocativa. Penelope White dimostra una grandissima maturità stilistica.
L’uso delle parole è quasi chirurgico. L’autrice riesce a creare atmosfere dense di suspense e pathos senza mai risultare pesante. Lo stile è ricco di sfumature sensoriali, capace di far percepire fisicamente al lettore il contrasto tra il freddo del distacco e il calore della passione.
Il ritmo narrativo è gestito benissimo, con un’alternanza perfetta tra momenti di profonda introspezione e accelerate improvvise che tengono incollati alla pagina.
Per me questo libro è “Un gioiello inestimabile”. E’ un libro semplicemente bellissimo, una di quelle letture che ti rimangono dentro anche parecchio tempo dopo aver chiuso l’ultima pagina.
Ciò che rende questo romanzo davvero straordinario è la sua imprevedibilità. La lettura è un susseguirsi continuo di colpi di scena posizionati in modo strategico. Quando pensi di aver finalmente capito la direzione della storia, l’autrice rimescola le carte in tavola, lasciando a bocca aperta.
È un libro potente, che appassiona, interroga e commuove, consigliatissimo a chiunque cerchi una storia intensa, scritta divinamente e capace di regalare forti emozioni.




















