Federica ha intervistato per “Un cuore tra i libri” l’autrice Stefy Sciama (che ringraziamo per la disponibilità) che ci racconterà un po’ come è nato il romanzo “Due cuori al quadrato” e … qualcosa di lei

Stefy Sciama-DUE CUORI AL QUADRATO

Ciao Stefy Sciama, ti ringrazio per aver accettato di partecipare all’intervista sulla rubrica di Un cuore tra i libri, vorrei chiederti di raccontarci qualcosa di te.

Salve Fede e salve a tutti i lettori.
Intanto ti ringrazio per l’ospitalità e la disponibilità. Mi chiamo Stefania, Stefy per tutti quelli che mi conoscono e Sciama per gli amici d’infanzia. Sono fiorentina, ho un certo numero di anni, sono una super mamma di cinque figli, nutro un’insana passione per Ian Somerhalder e a gennaio di quest’anno ho pubblicato in self il mio romanzo d’esordio, Due Cuori al Quadrato.
Sono particolarmente orgogliosa della cover, realizzata da mia figlia Amanda.

Posso chiederti come è nata la tua passione per la scrittura e come è nata la tua carriera di autrice?

Ho sempre scritto, fin da ragazzina. Tenevo i classici diari in cui appuntavo pensieri, fatti e date importanti.
Per molti anni ho scritto solo per me stessa finché un giorno mi sono imbattuta, per caso, in una community in cui venivano scritti e postati romanzi a puntate, una sorta di antesignano del moderno wattpad.

Mi sono letteralmente lanciata nel buio, con la paura di fare una gran figuraccia, ma con la voglia matta di provare a vedere se potevo riuscire a trasmettere le mie emozioni a qualcun altro.
Era il 2009 e lì è iniziata la mia avventura da “fabbricatrice di storie”.

Cosa ti ha spinto a scrivere “Due cuori al quadrato”?

“Due Cuori al Quadrato” è stato scritto nel 2011 ed è il terzo romanzo che ha visto la luce nella community.
Avevo già il mio pubblico consolidato e desideravo provare a raccontare una storia sulle seconde possibilità, che fosse apprezzata sia dalle lettrici più giovani che da quelle più mature.
Prima sono nati Tessa e Marco, con la loro storia presente e quella passata, poi sono arrivati Chiara e Gianmarco, con la leggerezza tipica della loro giovane età.

C’è un motivo in particolare per l’ambientazione del romanzo?

A dire il vero in Due Cuori al Quadrato l’ambientazione è del tutto secondaria. Le vicende si svolgono tra Roma e Firenze, ma se anche si fossero svolte tra Napoli e Milano non sarebbe cambiato un granché.
Ciò che mi è interessato è stato addentrarmi nella sfera emotiva dei quattro protagonisti e descrivere ogni minima sfaccettatura dei loro sentimenti.

Il romanzo “Due cuori al quadrato” è stato il tuo primo libro?
Posso chiederti da cosa o da chi in particolare hai tratto ispirazione
durante la stesura?

Due Cuori al Quadrato non è stato il primo libro che ho scritto, però è il primo che ho pubblicato. Ne ho due precedenti, scritti sempre nella community: per il momento sono chiusi nel mio cassetto poi, chissà, mai dire mai. L’ispirazione maggiore l’ho presa da programmi televisivi che ho seguito negli anni insieme ai miei figli, quali Operazione Trionfo, Amici, X Factor e The Voice, dove talvolta alla parte artistica si  escolavano anche vicende sentimentali.

Qual è stata la parte più difficile da scrivere del romanzo?

Sicuramente le scene hot. Ce ne sono poche e sono tutte piuttosto misurate.
La voglia di osare un pochino di più c’era, purtroppo per gli standard di allora e la piattaforma scelta per diffondere il romanzo, più di tanto non si poteva fare.
In più le mie lettrici avevano un’età compresa tra i 15 e i 65 anni: chiedevano tutte a gran voce sesso e passione, io però, data la giovanissima età di alcune di loro, mi sono imposta di non eccedere. 

La storia era già tutta presente nella tua testa prima di iniziare oppure si è sviluppata man mano durante la stesura?

Quando inizio un romanzo parto sempre con una scaletta mentale basilare, che metto  anche per iscritto. Però poi, inevitabilmente, mentre scrivo il cervello inizia a viaggiare per conto proprio e finisco per arrivare
in posti inimmaginabili. Così è successo anche per “Due Cuori al Quadrato”.

Posso chiederti se hai delle abitudini per scrivere?
Tipo ricercare
un luogo in particolare o un oggetto in particolare che ti aiutano a focalizzare meglio la storia?

Dieci anni fa scrivevo in treno, in mezzo al chiacchiericcio e alle persone. Riuscivo a estraniarmi e a restare con la mente nella mia isola felice. Adesso scrivo principalmente in salotto, quando sono sola, preferibilmente all’alba, mentre il resto della famiglia dorme placidamente.

Preferisci scrivere in silenzio oppure accompagnata dalla musica?
Nel caso, quale canzone affiancheresti al tuo romanzo?

 Preferisco il silenzio, la musica tende a distrarmi. Però sì, c’è una colonna sonora perfetta per Due Cuori al Quadrato ed è “A te” di Jovanotti.

Nel romanzo c’è qualcosa di autobiografico oppure è tutta fantasia?

Diciamo che l’idea è nata da un fatto personale: poco più di 10 anni fa, mia figlia più piccola è diventata casualmente la migliore amica della figlia del mio Primo Amore, che non frequentavo da diversi anni.
Questa cosa ha fatto sì che io e lui ci riavvicinassimo e ci ha spinti a riallacciare i rapporti. Ovviamente nel mio caso si è trattato solo di amicizia, però ho iniziato a fantasticarci sopra.
Il personaggio più autobiografico è Chiara: insicura, regina delle “pippe mentali”, molto ironica e innamorata di un musicista, proprio come me. 
La scena in cui Gianmarco canta per Tessa e Chiara, l’ho presa dalla mia giovinezza, quando seguivo il mio futuro marito ai suoi concerti rock.
Ricordo benissimo la sensazione che si prova nel ricevere dal palco, anche solo con lo sguardo, le parole d’amore di una canzone ed ho cercato di renderla nella maniera più emozionante possibile.

Io ho da subito adorato Chiara, e tu a quale personaggio sei più affezionata?

Eh beh, anche la mia preferita è Chiara. Non è perfetta, ma nelle sue imperfezioni è adorabile. Con la sua ironia ha il compito di alleggerire le vicende narrate, e con la sua caparbietà di improvvisarsi moderna  Cupido pur di vedere la madre felice.

Quali scrittori hanno influenzato maggiormente la tua carriera di scrittrice?

Se si parla di lettura, ne ho più di uno e vado molto a periodi. Come autrice direi che i principali sono tutte donne: Stephenie Meyer, Becca Fitzpatrick, Sophie Kinsella, Emily Giffin e Diana Gabaldon.

Ed ora l’ultima domanda, ma non la meno importante, sicuramente quella che tutti i lettori stanno attendendo, ci puoi parlare dei tuoi prossimi lavori.

Ho un romanzo in fase di stesura e almeno una decina di progetti nella testa. Il progetto in corso è una commedia romantica, che spero di riuscire a pubblicare in autunno.
Nel futuro prossimo ho intenzione di spaziare anche nel chick lit e nell’urban fantasy-new adult. Vorrei essere più prolifica, purtroppo ho bisogno di molto tempo per ogni storia, dovendo farmi spazio quotidianamente tra le mille incombenze familiari e lavorative.

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