
Scheda del libro
Titolo/Autrice: Wild Wolf & Sweet Peony di Sadie Jane Baldwin
Casa editrice: Triskell Edizioni
Genere: Contemporary Romance
Data di pubblicazione: 18 maggio 2026
Pagine: 253
Disponibile su: Amazon
Trama
Lui è un uomo spezzato dal passato. Lei è luce pura in un mondo che non ha mai smesso di combattere. Insieme, potrebbero salvarsi… o distruggersi.
Norah Drywater ha solo diciott’anni quando perde tutto. Senza più una famiglia e con un uomo pericoloso sulle sue tracce, lascia la riserva in cui è cresciuta per mantenere l’ultima promessa fatta a suo padre: raggiungere Quinn, l’unico uomo che potrebbe offrirle un rifugio.
Quinn Galway vive isolato tra le montagne del Montana, nel suo ranch Wild Wolf. Ex sergente dei Corpi Speciali, porta sulle spalle il peso di una missione finita in tragedia e dei compagni che non è riuscito a salvare. Ha scelto la solitudine come unica via per sopravvivere… finché Norah non irrompe nella sua vita come una tempesta.
Costretti a convivere, tra lavori al ranch e silenzi carichi di tensione, l’attrazione cresce inesorabile. Ma la differenza d’età, i fantasmi del passato e i pericoli che incombono su Norah minacciano di distruggere tutto prima ancora che possano davvero scegliere di amarsi.
Perché alcuni cuori hanno bisogno di essere salvati.
E altri… di qualcuno disposto a combattere per loro.
Recensione
Care amiche lettrici,
oggi vi porto a conoscere due personaggi intensi, capaci di entrarvi sottopelle prima che riusciate ad accorgervene. Parlo di Quinn e Norah, i personaggi di Wild Wolf and Sweet Peony di Sadie Jane Baldwin edito da Triskell edizioni.
La vita di Norah Drywater cambia nel giro di un attimo. A diciott’anni si ritrova senza punti fermi, costretta a lasciarsi alle spalle tutto ciò che conosce per mantenere una promessa fatta al padre: esaudire il suo ultimo desiderio e trovare il suo amico Quinn Galway, nel caso mi fossi trovata nei guai. Ed è proprio questa promessa che la conduce tra le montagne del Montana, al Wild Wolf Ranch, dove vive Quinn Galway.
E vi giuro, Quinn è uno di quei personaggi che all’inizio sembrano fatti solo di silenzi e spigoli, è un uomo che ha smesso di concedere spazio agli altri molto tempo prima. Vive isolato, quasi nascosto dal mondo, come se la solitudine fosse diventata l’unico modo possibile per convivere con ciò che si porta dentro. Il passato lo ha consumato lentamente, lasciandogli addosso colpa, rabbia e quella freddezza che usa come barriera contro tutto e tutti.
Quando riceve la telefonata del suo amico Nicholas , il passato si riaffaccia alla porta:
Ti ricordi di Chayton Drywater?» «Certo che sì. Che ha combinato?» sputo insieme al fiato.
Cambia immediatamente tono di voce. «Ha avuto un infarto un mese fa.» Il mondo sembra fermarsi per un attimo. Cazzo. Chayton, insieme a Jack, era uno dei pochi ex colleghi che avrei definito un amico. Uno di quelli veri.
Durante uno scontro a Kabul, gli ho salvato la pelle quando i talebani lo hanno accerchiato. Lui, invece, mi ha tirato fuori da quell’inferno l’anno dopo, quando mi sono lanciato in una ressa per salvare un ragazzino. Una mano lava l’altra, diceva.
«E gira voce che prima di una missione rischiosa abbia affidato sua figlia a te.» Mi irrigidisco. Cosa? Finalmente ha ottenuto la mia attenzione. Sua figlia.
I loro primi rapporti sono tutto fuorché semplici, lavorano insieme al ranch, si punzecchiano in continuazione, si irritano a vicenda e ogni dialogo sembra sul punto di trasformarsi in un litigio. Quinn è duro con lei, pretende tanto e raramente le concede una parola gentile, eppure, dietro quei rimproveri continui, si percepisce subito qualcosa che lui stesso cerca disperatamente di ignorare, perché Norah riesce a insinuarsi nei suoi pensieri molto prima che lui sia disposto ad ammetterlo.
La tensione tra loro cresce piano, senza forzature, è fatta di dettagli piccoli ma intensi: sguardi trattenuti, vicinanza involontaria, silenzi che dicono molto più delle parole e una delle cose che ho amato di più è proprio il modo in cui entrambi combattono contro ciò che provano.
Norah si sente attratta da Quinn quasi subito, ma cerca di non cedere, sa che lui è complicato, irraggiungibile a modo suo, e soprattutto teme di affidarsi ancora a qualcuno dopo tutto ciò che ha perso. Quinn, invece, vede in lei tutto ciò da cui dovrebbe stare lontano: luce, vita, possibilità. Lei è troppo giovane, troppo intensa, troppo capace di fargli provare emozioni che aveva sepolto anni prima.
E’ qui che il romanzo colpisce davvero, perché, andando avanti nella lettura, non assistiamo soltanto alla nascita di un sentimento, ma a due persone che imparano lentamente a convivere con le proprie cicatrici. Norah trova in Quinn qualcosa che non aveva più avuto da tempo: sicurezza, quella concreta, silenziosa, fatta di presenza e protezione e Quinn, attraverso lei, inizia piano piano a tornare umano.
Ho adorato l’ambientazione del ranch, perché contribuisce tantissimo all’atmosfera della storia. Le montagne, il lavoro fisico, le giornate dure e i ritmi isolati rendono tutto più intimo, quasi sospeso dal resto del mondo. E’ come se Wild Wolf diventasse il luogo in cui entrambi sono costretti a guardarsi davvero, senza più nascondersi dietro ciò che erano prima.
La lettura scorre in modo naturale, ma riesce comunque a essere intensa emotivamente. Lascia che siano i personaggi, con le loro paure e i loro silenzi, a trascinare il lettore dentro la storia e la cosa più bella è che Quinn e Norah non si salvano nel modo classico. Non cancellano il dolore dell’altro, s’insegnano piuttosto che si può restare accanto a qualcuno anche quando si è ancora pieni di crepe.
Una storia fatta di diffidenza, desiderio trattenuto, seconde possibilità e cuori che avevano smesso di credere di meritare ancora qualcosa di bello.
Ora non mi resta che salutarvi e augurarvi una buona lettura!
A presto!


















